26 April 2013

Europeana Fashion International Conference in Florence

Last week Florence hosted the Fashion Industry and the Glam Community International Conference, the event that drew the most important journalists, bloggers and fashion curators in the first capital of Italian fashion, for the official launch of Europeana Fashion, a huge fashion archive with 700,000 digital files coming from 19 museums and archives including the Victoria & Albert Museum and the Antwerp ModeMuseum.
The Europeana Fashion project, coordinated by Fondazione Rinascimento Digitale, finally became a reality thanks to the European Commission co-funds and it will be accessible online from this summer with the publication of the first 100,000 digital objects. The presentation has been the right setting for two-days of discussion about fashion culture and communication.

Il 17 e 18 aprile a Firenze si è tenuta la Fashion Industry and the Glam Community International Conference, un appuntamento che ha richiamato nella prima capitale della moda italiana curatori e penne illustri del settore per il lancio ufficiale di Europeana Fashion, un immenso archivio digitale dedicato alla moda con 700.000 schede di capi di abbigliamento, oggetti, video, eventi, sfilate e mostre, provenienti da 19 istituzioni museali e archivi tra cui il Victoria&Albert Museum di Londra ed il ModeMuseum di Anversa.
La presentazione di questo grande tesoro digitale cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dalla Fondazione Rinascimento Digitale, ha fatto da cornice ad una due giorni di confronto sulla cultura della moda ed i suoi mezzi di comunicazione.


Europeana Fashion International conference in Florence
Europeana Fashion International conference in Florence - April 17th-18th

In the morning session of April 17th Alessandra Arezzi Boza, communication and content manager of Europeana Fashion, presented the Europeana Fashion project.
Then, among the other lecturers, Laudomia Pucci and Stefania Ricci spoke about Fondazione Emilio Pucci and Salvatore Ferragamo Museum, two of the main fashion houses' archives in Florence. Both the archives were born thanks to the material stored by the designers themselves when they were alive: prototypes, patents, sketches, invoices, catalogs, special packagings, fragrances, or, as in the case of Emilio Pucci, one copy of each garment. The Fondazione Emilio Pucci is a content provider for the Europeana Fashion archive, whereas Salvatore Ferragamo Museum is an associate partner of the project and has curated the Tumblr blog.

La mattina del 17 aprile è stata dedicata a quella che potremmo definire la parte istituzionale in cui Alessandra Arezzi Boza, communication and content manager di Europeana Fashion, ha presentato ufficialmente il progetto. Successivamente sono intervenute Laudomia Pucci e Stefania Ricci rispettivamente proprietaria della Fondazione Emilio Pucci e direttrice del Museo Salvatore Ferragamo, due importanti realtà archivistiche fiorentine nate grazie all'infinità di materiale conservato dagli stilisti stessi: prototipi, brevetti, bozzetti, fatture, cataloghi, packaging speciali o come nel caso di Emilio Pucci una copia di ogni capo realizzato. Inoltre, la Fondazione Emilio Pucci è una delle 19 istituzioni che contribuisce ai contenuti di Europeana Fashion, mentre il Museo Salvatore Ferragamo è un partner associato del progetto e ne ha curato il blog su Tumblr.

Emilio Pucci "Vivace" Collection - Pigiama Palazzo in printed organza silk;  "Vivara" print in the shades of blue and violet, with embroidered neckline, 1967 credits: Fondazione Archivio Emilio Pucci
Emilio Pucci "Vivace" Collection - Pigiama Palazzo in printed organza silk;
"Vivara" print in the shades of blue and violet, with embroidered neckline, 1967
credits: Fondazione Archivio Emilio Pucci
In the afternoon, the discussion passed to the role of fashion archives in fashion schools with the interesting lecture of Linda Loppa, current director of Polimoda Fashion Institute of Florence and former director of the fashion department of the Royal Academy of Fine Arts of Antwerp, known for being one of the first Martin Margiela supporter and for having launched the Antwerp Six in London.
In the lecture Momenting the Memento - Building Bridges she reflects upon the globalized and apathetic contemporary society taking as example the city of Florence, which has lost the instinct and vitality of the past. Instinct means ability to create new innovative visions, but there won't be any new vision if the city life will continue to be projected into the dusty glories of the past according to the logic of consumerism.
Momenting the Memento means giving life to the past (fashion archives) by destroying beliefs and conventions, and re-assembling them creating new visions, even with errors and imperfections that could become the rules of the future.
I recommend to analize this interesting point of view reading the lectures Momenting the Memento and Fashion, Education & the City by Danilo Venturi.

Nel pomeriggio la discussione si è spostata sul ruolo degli archivi della moda nelle scuole di settore con l'intervento iniziale di Linda Loppa, attuale direttrice del Polimoda Fashion Institute di Firenze e storica ex-direttrice del Fashion department of the Royal Academy of Fine Arts di Anversa, nota per essere stata una delle prime estimatrici di Martin Margiela e per aver incentivato il lancio degli Antwerp Six. Nella sua lecture Momenting the Memento - Building Bridges ha invitato i presenti ad una riflessione sulla società contemporanea facendo l'esempio della città di Firenze, talmente globalizzata ed apatica, da aver perso l'istinto e la vitalità che l'ha resa grande nel passato. L'istinto è da intendersi come la capacità di creare nuove visioni innovative, che non si potranno mai avere se la città si ostina ad esser proiettata sui polverosi fasti del passato sottomettendosi alle logiche del consumismo. Momenting the Memento significa dare vita al passato (gli archivi di moda) distruggendo tutte le convinzioni e convenzioni, per ri-assemblarle e creare una nuova visione della realtà con errori e imperfezioni che possono diventare la regola del futuro. Un punto di vista illuminante che vi invito ad approfondire nei testi integrali di Danilo Venturi Momenting the Memento e Fashion, Education & the City.


Polimoda - Momenting the Memento by Danilo Venturi -  Europeana Fashion International Conference
Momenting the Memento by Danilo Venturi


Polimoda - Momenting the Memento - Europeana Fashion International Conference

Later, Maria Luisa Frisa, president of the Associazione italiana degli studi di moda (Misa) and director of the Degree Programme in Fashion Design (BA) at Università IUAV di Venezia, proposed a reflection upon the relationship between Talent and Discipline talking about the young designers she teaches every day, adding references to her fashion critic and curator activity.
She said her work is deeply influenced by the Critical Design, the London creative consciousness born in the late 90s, which calls into question all certainties, imagining a special kind of design, oriented to alternative possibilities and different actions from those we are accustomed to. As for industrial design, fashion is (and must be) a system of elements that should always be called into question by the fashion designer's talent, which has to be disciplined for make something that works.

In seguito, Maria Luisa Frisa, presidente dell'Associazione italiana degli studi di moda (Misa) e direttore del corso di laurea in Design della moda all'Università Iuav di Venezia, ha proposto una riflessione sul rapporto tra Talento e Disciplina parlando dei giovani che incontra e forma tutti i giorni, con riferimenti anche all'esperienza di critica e curatrice.
Nelle battute di apertura ha dichiarato come le sue attività siano influenzate dai principi del Critical Design, la nuova coscienza creativa nata nella Londra di fine anni 90, che mette in discussione tutte le certezze, immaginando una progettazione orientata verso possibilità alternative e modi di essere diversi da quelli propri della consuetudine. Come il design, anche la moda è (e deve essere) un sistema di elementi e fattori diversi che vanno sempre rimessi in discussione, ed è in questo sistema che si inserisce anche il talento del singolo, ma che per dare i suoi frutti deve essere inevitabilmente disciplinato.


DIANA VREELAND AFTER DIANA VREELAND  exhibition curated by Maria Luisa Frisa - photo: larosaitaly.com
DIANA VREELAND AFTER DIANA VREELAND
exhibition curated by Maria Luisa Frisa - photo: larosaitaly.com

The second day was featured by a discussion panel titled “Handling New Media in Fashion” and the former fashion designer, now filmmaker, critic and journalist Diane Pernet was the first guest speaker. She is well known in the industry for her long career and because she's one of the pioneer of fashion blogging: since 2005 through AShadedViewOnFashion she reveals the behind the scenes of the fashion world, sharing personal experiences, cultural events and less-known fashion design projects. During her speech, she focused the attention on AShadedViewOnFashionFilm, the film festival she founded in 2008 bringing together fashion short films from all around the world, recognizing a sort of identity to this peculiar genre.

Il secondo giorno è stato dedicato ai media di comunicazione della moda e tra i relatori vi era Diane Pernet, stilista, critica, giornalista, ma soprattutto una delle primissime fashion blogger che con il suo AShadedViewOnFashion dal 2005 rivela il dietro le quinte del mondo della moda (quello serio, dei professionisti!) condividendo momenti personali, esperienze, sfilate e progetti di designer poco noti al grande pubblico. Nel suo intervento però ha focalizzato l'attenzione su AShadedViewOnFashionFilm, il film festival nato nel 2008 dalla sua idea di unire in un'unica occasione annuale, tutti i cortometraggi che raccontano la moda, ma che non siano delle pubblicità.


Diane Pernet at Europeana Fashion International Conference
Diane Pernet at Europeana Fashion International Conference
As evidence of the growing importance of fashion films, Marie Schuller, head of fashion film of Nick Knight’s SHOWstudio, explained how SS revoluzionized fashion films don't showing just the finished product, but documenting the designers' inspirations and the creative process behind each garment/collection.

A testimonianza della sempre maggiore importanza dei fashion film, è intervenuta Marie Schuller, head of fashion film di SHOWstudio, la famosa "factory" di Nick Knight, che attraverso i video non si limita a raccontare il prodotto di moda finito, ma documenta le sue fasi di realizzazione, le sue ispirazioni ed il processo creativo che ha portato alla creazione di quel determinato oggetto/capo/collezione.



SHOWstudio: House of Flora FW2013 - Marie Schuller and Marlon Rueberg video

Then Gabriele Monti, PhD and Concept design professor at Università IUAV di Venezia, basing on the academic experience, explained how his students' fashion blogs aren't just free digital containers to show their collections, but a new way of sharing contents and make relationships with other designers from all over the world, becoming part of a system.

Successivamente è intervenuto Gabriele Monti, docente di Concept design per il corso di laurea in Design della moda all'Università Iuav di Venezia, che riportando la sua esperienza professionale, ha spiegato come i blog di moda aperti degli studenti non si limitino ad essere dei contenitori digitali a costo zero per far conoscere le proprie collezioni, ma un vero e proprio mezzo di condivisione che molto spesso si traduce in rapporti di conoscenza tra stilisti e persone con interessi affini da ogni parte del mondo, permettendo di confrontarsi con realtà culturali e contesti completamente diversi ed essere parte di un sistema.


Gabriele Monti at Europeana Fashion International Conference
Gabriele Monti at Europeana Fashion International Conference
Anja Aronowsky Cronberg, editor in chief of Vestoj, the Journal of Sartorial Matters, proposed another very interesting point of view in the debate. Her annual magazine approaches to fashion avoiding the logic of consumption and examines the cultural and social phenomenon by collecting independent voices from the field. To ensure that Vestoj will remain free in thought and action there's no advertising in the magazine and personally I think it's a courageous challenge especially for the communication world in which seems that freedom of speech is conditioned by the amount of readers rather than by the quality of the contents.

Un altro punto di vista molto interessante nel dibattito sui new media della moda, è stato quello di Anja Aronowsky Cronberg, editor in chief di Vestoj, the Journal of Sartorial Matters, una rivista di moda annuale totalmente priva di pubblicità che tratta la moda con un approccio slegato dalle logiche del consumo, analizzandola da un punto di vista culturale e sociale raccogliendo le voci indipendenti del campo e non. Un'impresa a mio parere coraggiosa soprattutto in un mondo (quello della comunicazione) in cui sembra che la libertà d'espressione sia condizionata dalla quantità di lettori piuttosto che dalla qualità dei contenuti.


Anja Aronowsky Cronberg at Europeana Fashion International Conference
Anja Aronowsky Cronberg at Europeana Fashion International Conference
After such interesting lectures, however, I was left with a question that I propose to you.
The laudable Europeana Fashion project finally open the doors of the fashion culture, giving everyone the chance to discover the treasures kept secret until now, but I think that between the "real/physical archive closed to the public" and the "digital archive open to everybody" is missing the crucial step of a "real/physical archive open to the public".
Looking through the names of the institutions participating in the Europeana Fashion project, unfortunately I've noticed that not all the archives/museums/foundations are open to the public. That reminds me of the harsh words of Antonio Paolucci, a former director of the Uffizi Gallery in Florence. For a TV interview on the occasion of the extraordinary opening of the deposits of the Uffizi Gallery, the journalist asked why he did not open those secret rooms regularly, letting everyone to admire works kept inside. Paolucci replied that art is reserved to the scholars who can truly appreciate it, and the secret works in the deposits can't be given as food to the ignorant tourists with all the other fetish-masterpieces of the gallery.

Seeing the first Missoni's sweater or the iconic printed shirt of the Palio collection by Emilio Pucci will apparently remain a privilege for the few, as well as the Florentine Madonnas in the deposits of the Uffizi Gallery.
Is it fair?
Posterity will judge, but in the meantime, let's enjoy the digital version of these fashion-art-works in the Europeana Fashion archive open to EVERYBODY and FOR FREE!

Al termine di questa due giorni di discussione però mi è rimasto un dubbio che propongo a voi lettori. Con il lodevole progetto Europeana Fashion si aprono definitivamente le porte della cultura della moda, dando a tutti la possibilità di scoprire e conoscere dei tesori rimasti segreti finora, ma credo che tra "l'archivio realtà fisica chiusa al pubblico" e "l'archivio realtà digitale aperta a tutti", manchi lo step fondamentale dell' "archivio realtà fisica visitabile e aperto al pubblico".
Scorrendo i nomi delle istituzioni partecipanti al progetto Europeana Fashion, purtroppo ho notato che non tutti gli archivi/musei/fondazioni coinvolti sono aperti al pubblico e ciò mi riporta alla mente le dure (ma forse vere?) parole di Antonio Paolucci, ex-direttore della galleria degli Uffizi di Firenze. In un'intervista televisiva in occasione dell'apertura straordinaria dei depositi degli Uffizi, alla domanda del giornalista sul perché non lasciare sempre fruibili questi ambienti e far conoscere a tutti le opere nascoste, rispose che "l'arte è una materia colta riservata solamente agli studiosi che possono veramente apprezzare tali opere, che non possono essere date in pasto all'ignaro turista come i capolavori-feticcio esposti in galleria".

A quanto pare riuscire a vedere dal vivo il primo maglione di Missoni o una camicia della storica collezione Palio di Emilio Pucci, rimarrà per sempre un privilegio di pochi, proprio come per le Madonne fiorentine conservate nei depositi degli Uffizi.
E' davvero giusto?
Ai posteri l'ardua sentenza... nel frattempo, godiamoci tali opere nell'archivio digitale di Europeana Fashion, ACCESSIBILE A TUTTI GRATUITAMENTE! 


Alessandro Masetti - The Fashion Commentator

Special thanks to Europeana Fashion team
Visit Europeana Fashion website


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Errata Corrige
Il progetto doveva partire il 2 maggio, ma la nuova data è fissata per l'estate 2013.
The project will be on line this summer and not from May 2nd as previously reported.